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29 luglio 2015 W Bresci! presentazione libri, cena regicida, canti e musiche, djset..

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venerdì 24 aprile presentazione del libro “il manicomio chimico” con Piero Cipriano

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Sabato 13 Dicembre 2014 dalle ore 20

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Domenica 30 Novembre 2014, ore 20.30 in Ripa dei Malfattori, secondo appuntamento Rassegna Teatro

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Venerdì 28 Novembre 2014 presso FAI Milano, viale Monza 255

Aperitivo e presentazione del libro con autore presente,

proiezioni foto inedite e dibattito, dalle 19! Vi aspettiamo in viale Monza 255, fermata MM Rossa Precotto.

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Nessuno cancellerà questo sangue

Nessuno cancellerà questo sangue. Riflessioni dalla Francia sulla lotta al Testet e sulla morte di Rémi Fraisse.

Questi 3 capitoli pubblicati sul blog del Comité notav Paris sono il risultato di una scrittura collettiva che aspira a fare il punto dopo due settimane di mobilitazioni intense vissute da un gruppo di italiani attivi nella realtà parigina.

Capitolo 1 – La diga del Testet, un’opera inutile e una ZAD per la difesa del territorio

Capitolo 2 – Dalla resistenza alla morte di Rémi : circostanze di un omicidio ancora senza colpevoli

Capitolo 3 – Racconto delle mobilitazioni viste da Parigi dal 26 ottobre all’ 8 novembre

 


due giorni per festeggiare 1 anno di occupazione 25-26 ottobre

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BENEFIT PER UNDERGROUND BERGAMO Sabato 8 novembre alle ore 20.00

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w gaetano bresci 29 luglio in ripa dei malfattori

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RIPA DEI MALFATTORI: spazio mai neutrale!

“Per non parlare poi dei centri sociali più piccoli, case, negozi e ville occupate da anarchici e antagonisti, che si attestano su posizioni ancora più radicali”. La Repubblica, 26 giugno 2014

Ripa dei Malfattori è un circolo occupato dall’ottobre 2013 in uno stabile di proprietà comunale. Lo stesso spazio era già stato occupato qualche anno fa e successivamente reso inagibile nel 2010 da precise scelte politiche istituzionali che hanno sgomberato gli abitanti, smantellato le scale e reso di fatto l’edificio un luogo abbandonato e inagibile.

Abbiamo sempre sentito vociferare dell’esistenza di un bando comunale per trasformare l’edificio in un ostello in vista di EXPO 2015 e degli appetiti speculativi che tale fiera della gentrification porta con sé come regalino alla città, con conseguente minaccia di sgomberi o risoluzioni sommarie per eliminare tutte quelle situazioni che “ neutrali” non sono. Sappiamo che noi malfattori abbiamo liberato uno spazio pubblico in una zona ghiotta per privati speculatori in vena di avventurismo economico e siamo anche convinti di non avere nulla da raccontare o da elemosinare al Comune di Milano.

In questi ultime settimane si è parlato molto forse anche troppo con le istituzioni; per quanto ci riguarda crediamo che gli spazi liberati guadagnino la loro legittimità di esistere con il lavoro politico e culturale di chi si adopera nel rendere vivo e autogestito uno spazio occupato, liberato, riattivato. Per questo noi abbiamo deciso di DISERTARE gli incontri tra spazi occupati e comune perché non ci riconosciamo in questa logica di contrattazione.

Attenzione! Questi luoghi liberati hanno già cominciato a scrollarsi di dosso l’intorpidimento di anni di abbandono – a causa delle politiche comunali. Non c’è bisogno di bandi e affari per abitare la città e aprire spazi sempre nuovi.
Alcuni accusano quelli che come noi agiscono direttamente sugli spazi di costruirsi la propria enclave personale, di arroccarsi e chiudersi, sottrarre qualcosa alla città, per il fatto che non tutti potrebbero sentirsi a proprio agio in un luogo come questo.
Forse dovremmo assomigliare più ad un esercizio commerciale dove tutti sono i benvenuti? c’è una confusione che è bene chiarire: se questo spazio non è neutrale, tanto meno lo sono i bar, gli alberghi, i musei.
Nella società del consumo, i soldi hanno assunto il ruolo di uno standing che apre molte porte. Il discrimine d’accesso è puramente materiale: sei il benvenuto finché puoi potenzialmente continuare a consumare.
La neutralità è un mito ed ogni spazio ha i suoi confini.
Questo spazio non è neutrale poiché tenta di allontanarsi dalle logiche del profitto, per cui non fa più fede la moneta ma la relazione – è benvenuto chi si sforza di rigettare relazioni di dominio, chi trova asfissiante l’aria dei centri commerciali, chi necessita una socialità che non faccia conti in tasca o che pretenda uno status quo per potervi accedere ma che piuttosto si alimenti di passioni condivise e progettualità comuni.
Le logiche dell’amministrazione non solo tentano di ricondurre al criterio unico della messa a profitto della vita tutti gli spazi cittadini, ma pure operano direttamente al fine di riassorbire, depotenziare, dislocare le esperienze non inquadrabili.
Lo stato di questo palazzo, devastato e quasi del tutto inagibile, è un diretto prodotto di questo tipo di politica, che preferisce spazi vuoti piuttosto che fermenti al di fuori del proprio pensiero – in attesa di poter occupare anche quel vuoto con uno specchio consumista che rifletta in tutto e per tutto la sua reale immagine di speculazione.
Attenzione! L’autogestione funziona
In meno di un anno, la pratica dell’autogestione si è rivelata vincente per la rinascita di un parziale angolo di un edificio estesissimo, distrutto e abbandonato: fin dalla prima iniziativa Ripa ha accolto, progettato, promosso decine di iniziative culturali, presentazioni di libri, di lotte, di realtà altre, di attualità critiche, così come di gruppi musicali d.i.y.,di autoproduzioni di varie nature, di spettacoli teatrali o di reading e concerti durati fino all’alba. Serate di socialità, pomeriggi di sport, banchetti, presentazioni, oltre ad essere sempre supportati e partecipati da tutti coloro che ci sono affini, hanno incuriosito la gente del quartiere, i numerosi passanti sui navigli, che hanno risposto con solidale entusiasmo alle porte riaperte, alle pareti ricolorate, alla vista dell’interesse progettuale che qualcuno, dichiarandosi apertamente con i propri principi, non neutrali, si è occupato di riprendere in mano un luogo grigio, stantio, per trasformarlo con i propri piaceri, passioni e desideri senza fini di lucro. Ripa, appena ha risollevato quelle due saracinesche marce aprendosi al mondo e aprendo al contempo gli occhi sull’orrore del vuoto speculativo che essa stessa racchiudeva, ha visto un crogiolo di individualità differenti incontrarsi e condividere l’esigenza del riappropriarsi di uno spazio comune, all’interno del quale portare le proprie idee, i propri sogni reali e realizzabili e infatti i primi 9 mesi sono stati un esperimento ben riuscito in cui hanno gravitato migliaia di persone. Ripa, se sgomberata, più che neutrale finirà per essere puramente funzionale alle logiche delle alte sfere che si spartiscono la nostra città manco stessero giocando a monopoli.

Anche per questo -prima che l’estate riveli gli ipotetici minacciosi progetti speculativi sul palazzo- invitiamo tutte e tutti il 29 luglio ad una grande giornata di riappropriazione del parco, fatta di festa, concertino in aperitivo, cena conviviale, racconti, momenti di canzone sociale e anarchica, cori, reading teatrali, editoria indipendente e sovversiva e autoproduzioni per ricordare Gaetano Bresci che con il suo gesto ha voluto uccidere un principio: il dominio dell’uomo sull’uomo e le relazioni di dominio e autoritarismo in tutte le loro molteplici vesti e maschere.
Tutte le realtà libertarie sono invitate a partecipare, a portare le proprie distro e ad aiutarci a costruire un grande 29 Luglio anti-istituzionale nel parco davanti al circolo anarchico ripa dei malfattori, un 29 Luglio che annienti la volontà di neutralizzare un luogo vivo, brulicante di umanità in circolo/ in transito, ardente di desideri e progetti atti alla costruzione di un mondo nuovo, senza dominio, re, sfruttati e sfruttatori.

 

W Bresci!

Le voci di Ripa dei Malfattori

ripa di porta ticinese 83, parco Baden Powell

presto Parco Gaetano Bresci

Milano

tram 2, bus 74, metro verde e stazione FS Pta Genova

malfattori.noblogs.org

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